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A.Artaud

Ricordi
D'où je viens?

J"e suis Antonin Artaud 
et que je le dise
 comme je sais le dire
 immédiatement
 vous verrez mon corps actuel 
voler en éclats et se ramasser 
sous dix mille aspects notoires
un corps neuf 
où vous ne pourrez plus
 jamais m'oublier..."

Io, Antonin Artaud, nato a Marsiglia il 4 settembre 1896, cinquant'anni, autore di cinque o sei libri di poesie, attore di cinema e regista [...] ho perso ogni potere di disporre della mia vita, del mio corpo, internato d'ufficio e costretto in manicomio per 9 anni, oggetto nelle mani dell'autorità, e sottomesso a leggi crudeli ed alienanti che mi resero irrimediabilmente altro per sempre.

Ho subito 51 elettroshoc, durante uno dei quali sono stato dichiarato clinicamente morto e poi risuscitato e rigettato nel terrore del trattamento psicoanalitico [...] Dal più profondo della mia vita io continuo a fuggire la psicanalisi, la fuggirò sempre come fuggirò qualunque tentativo per imprigionare la mia coscienza in precetti o formule, in una organizzazione verbale qualsiasi

Nell'epoca di confusione in cui viviamo, epoca colma di bestemmie e di un rinnegamento infinito, in cui tutti i valori sembrano sprofondare in un abisso, ho avuto la debolezza di credere che avrei potuto fare un teatro, che avrei potuto almeno avviare il tentativo di ridare vita al valore universalmente disprezzato del teatro, ma la stupidità di alcuni, la malafede e la spregevole canaglieria di altri, me ne hanno distolto per sempre.

Prima di parlare di cultura voglio rilevare che il mondo ha fame e che non si preoccupa della cultura; solo artificialmente si tende a stornare verso la cultura dei pensieri che si rivolgono verso la fame. Estrarre da ciò che chiamiamo cultura delle idee la cui forza sia pari a quella della fame.

Le parole sono il cadavere della vita psichica.

Non si tratta di sopprimere la parola articolata, ma di dare alle parole l'importanza che hanno nei sogni.

In teatro poesia e scienza devono ormai identificarsi.

Un Teatro che subordini la regia e lo spettacolo vale a dire tutto ciò che in esso c'è di specificatamente teatrale, al testo, è un teatro di idioti, di pazzi, di pedanti, di droghieri, di antipoeti, di positivisti, in una parola di Occidentali.

La cosa veramente diabolica e autenticamente maledetta della nostra epoca, è l'attardarsi nelle forme artistiche invece di sentirsi come condannati al rogo e che facciamo segni attraverso le fiamme.
 
 
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