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Dio

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Non posso certo dire che non ho avuto una formazione cattolica molto severa visto che ho fatto le medie in un collegio salesiano. Tre anni. Ottimo lo studio. Ma come prospettiva quella di diventare omosessuale o prete, o tutti e due. Ho sofferto per anni l’assenza di “compagne” di scuola. L’assenza del femminile mi ha accompagnato a lungo nei miei futuri rapporti con l’altra metà del cielo. Non glielo perdonerò mai. Hanno guastato la mia adolescenza. In nome di Dio. Incursioni notturne nella camerata di un prete che sollevava a sorpresa le coperte per controllare dove tenevamo le mani e se erano in qualche posto dove non dovevano essere, via, in ginocchio ai piedi del letto per mezz’ora almeno se non eri recidivo. Ancora oggi all’odore dell’incenso mi rivedo vestito da chierichetto a servir messa; le preghiere in ogni attimo della giornata; il catechismo, la comunione obbligatoria altrimenti senza frutta. Mi trovavo in un territorio che non faceva parte del mondo fuori da quelle mura e provavo solo una irrefrenabile voglia di fuggire. Cosa che poi ho fatto e più di una volta.
E oggi, dopo che sono passati tanti anni, se penso a ciò che sono stati capaci di fare gli uomini nella loro storia e anche oggi, guardandomi intorno quotidianamente, non posso non pensare che non esiste nessun dio. La storia dell'uomo è una storia di guerre e di massacri e meno male che siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza! Ma la costruzione teologica del cattolicesimo o se volete del cristianesimo è fenomenale nel suo simbolismo: un uomo torturato grondante sangue, appeso a una croce che muore per noi, per salvarci dalle nostre colpe passate presenti e future, realizzando in questo modo un riscatto per l'umanità tutta, umanità nata nella "colpa originale". Ma l’urlo di cristo sulla croce - Dio, perché mi hai abbandonato! - ha risuonato fino alle galassie più lontane risalendo nel tempo fino al punto dove ebbe origine il tutto e lì si è fermato, sospeso nel tempo e nello spazio, in attesa di una risposta che non è mai arrivata. Perché in quel momento dio era assente e ha reso “ateo” il figlio. Come nessuna risposta è mai arrivata ad Auscwitz o ai 200.000 morti di Hiroshima e Nagasachi che non hanno fatto neanche in tempo ad urlare.

Preferisco rendere omaggio al "cristo laico", morto per salvare i poveri e i diseredati, la cui Via Crucis nel suo ultimo anno di vita nelle foreste della Bolivia, mettendosi sulle spalle il peso del mondo, è stata un percorso di liberazione dalla tirannia e dallo sfruttamento di uomini su altri uomini i quali avevano spesso la Chiesa al loro fianco.  A Che Guevara.

 
 
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